martedì 29 gennaio 2008
300
Eran trecento e sono morti. La vecchia poesia di Luigi Mercantini, che strazio e tristezza a scuola. Veramente quei contadini messi su dai preti non hanno capito che servivano il loro stesso male? Ma in fondo questa storia è l'archetipo della storia italica. Penso al tipo che dopo averlo preso nel culo per anni, adesso che ottenuto quello che voleva e per il quale è vissuto sotto l'acqua tutta la vita, pronto a leccare ogni culo idoneo, ma senza intenzione, solo per sua bontà d'animo (un uomo non feroce) adesso, lo studioso umbratile, caldo ancora di umiliazione, vola verso il beato conformismo che aveva cercato così disperatamente. E ogni cosa che dismotra coraggio, lui, dal suo blogghino, la saluta come "simpatica", ma poi, da servo (forse ricordando le antiche ferite) si scaglia verso il coraggioso (che sia unOdifretti o un Grillo) e lo affossa con suo giudizio conformato e colto. Sapri nel cuore, di quanti di noi? Strapparla è impossibile, credo.
Iscriviti a:
Post (Atom)