lunedì 4 agosto 2008

Il liberalismo in Italia

"Liberal" ha negli altri paesi un significato allegro. Il liberalismo ha un significato allegro. Suona male "neoliberlismo", forse. Non in Italia. Il liberalismo da noi è sofferrenza. Non lo accettiamo, accetterlo sarebbe come rinunciare alla nostra natura profonda.
Per questo da noi il fascismo ha un certo seguito, oltre ad aver avuto qui i suoi natali. Ci si stupisce dell'origine del fascismo dal socialismo (da quel socialismo che precede la scissione del '21, quindi da un socialismo comunque tosto). In realtà, il fascismo non è altro che la sottrazione dell'aspetto antiliberale del comunismo, lasciando cadere tutti i riferimenti intenazionalisti e ugualitari.

domenica 3 agosto 2008

NANNI MORETTI

Nanni Moretti è un conservatore. Lo immagino la domenica comprare le paste con l'Unità sottobraccio. Ha bisogno di credere in un mondo costante, uguale a se stesso; ha bisogno di una Monteverde con il sole, con poche macchine la domenica, di una Roma bellissima da percorrere in vespa. Ha bisogno del suo pubblico provinciale, abituato a non assumersi alcuna responsabilità, proprio di nessun genere, ma a leggere i pistolotti di Scalfari e ascambiarli per cultura, e a gemere perchè mala tempora currunt. Quando diete vita i giorotondi un altro po' gli prende un colpo per l'eccesso compiuto. Non si è reso conto che l'Italia è cambiata. Come regista è finito. Come può continuare a presentarsi come il lenitore di ferite, "la voce dell'Italia razionale che pure c'è", dopo aver dimostrato di non poter vivere senza l'approvazine di quella classe dirigente con la quale non vinceremo mai? A Piazza Navona l'otto agosto ha sentito "qualcosa di sinistra" e c'è rimasto male. S'è scandalizzato. Il conservatore Moretti rappresenta un tipo particolare di conservatore, quello italico "de sinistra". Nato nella guerra fredda, convinto che il mondo sia effettivamente diviso tra comunisti e capitalisti, tra Unione societica e Stati Uniti. è essenzialemte una figura caricaturale. Quella stessa figura caricatura che rappresenta nei suoi film migliori. Poichè l'Europa non la conoscono, perchè esclusa dalla schema (resta la tara del riformismo guardato con odio dal comunista della via italiana al comunismo) non riescono a rendersi conto di essere dei provinciali. Se Moretti può aver avuto un qualche seguito in Francia, non lo avrà più. A parte, forse, un ruolo da regista da Terzo Mondo, nelle rassegne del caso. Addio splendido quarantenne.

ADDIO EUROPA

Addio Europa! Il nostro paese è già lontano dell'Europa. Non bisogna aspettare rotture clamorose. Basti pensare che il Pd non sa a quale gruppo nel parlamento europeo può unirsi, spaccato in due tra una parte cattolica e una riformsta socialdemocratica, che però non sa neanche che cosa sia nè sociademocrazia nè riformismo. Il nostri oligarchi non hanno la più pallida idea di che cosa sia il welfare europeo, hanno una mentalità da latifondo. Qualche deve cambiare perché tutto resti uguale. La massima del Gattopardo vale in un sistema chiuso. L'Europaa noi ci garantisce solo questo, di permanere dentro un sistema relativamente stabile. Per questo l'oligarchia imperante è europeista. Chi scrive è europeista politicamente, gli oligarchi lo sono per parassitismo. Come finirà?

venerdì 1 agosto 2008

Alfano no vuole andare a Bologna. Perché non lo sostiuisce Eugenio Scalfari?

lunedì 28 luglio 2008

Un nuovo inizio?

martedì 29 gennaio 2008

300

Eran trecento e sono morti. La vecchia poesia di Luigi Mercantini, che strazio e tristezza a scuola. Veramente quei contadini messi su dai preti non hanno capito che servivano il loro stesso male? Ma in fondo questa storia è l'archetipo della storia italica. Penso al tipo che dopo averlo preso nel culo per anni, adesso che ottenuto quello che voleva e per il quale è vissuto sotto l'acqua tutta la vita, pronto a leccare ogni culo idoneo, ma senza intenzione, solo per sua bontà d'animo (un uomo non feroce) adesso, lo studioso umbratile, caldo ancora di umiliazione, vola verso il beato conformismo che aveva cercato così disperatamente. E ogni cosa che dismotra coraggio, lui, dal suo blogghino, la saluta come "simpatica", ma poi, da servo (forse ricordando le antiche ferite) si scaglia verso il coraggioso (che sia unOdifretti o un Grillo) e lo affossa con suo giudizio conformato e colto. Sapri nel cuore, di quanti di noi? Strapparla è impossibile, credo.

giovedì 11 ottobre 2007

Scalfari e Grillo

Ho letto uno degli editoriali di Scalfari su Grillo. Non ha capito niente. Il paragone con il '68...il lavoro di Prodi...l'irpef...Crede, o vuole fare credere, che i grillini cerchino la rivoluzione. Mentre la novità è proprio che non c'è ideologia, ricerca della palingenesi sociale, ma al contrario, nei grillini, e non solo traloro, c'è l'emergere di una realtà oramai molto più avanti dei politici e dei commentatori politici. La provincialità sconcertante con la quale si crede che tutto si possa riportare al metro del '68 e degli anni di piombo, quando non è l'uso stanco di uno schema di intimidazione, è la dimostrazione dell'incapacità di leggere il nuovo. Queste persone non hanno mai visto un asilo in Europa, perfetti e imparagonabili ai nostri. Credono agli articoli che leggono sui loro giornali, come gli imperatori che sono circondati da consiglieri benevolenti, e da qui conoscono il loro modo. Non sanno uscire dalla loro autoreferenzialità. Senz'altro si stupirebbe, il buon Scalafri, nell'apprendere che le università italiane (chiamiamole così) sono, senza paragone, le più costose d'Europa. Patetico il riferimento a "riformismo", come se si fosse all'epoca di Bernestein o, visto il nostro storico ritardo, di Berlinguer. La rivoluzione la vuole fare il presidente della Camera, Bertinotti. Un uomo della politica, non dell'"antipolitica"..., una delle figure peggiori della nostra storia recente. La verità è che gli estremisti demagoghi stanno al potere, e dala società civile viene moderazione e ragione. Scalafari ironizza sulla riechiesta di legalità. Come si può non riconoscere il bisogno urgente di legalità in Italia? Ancora lezioni sulla politica, che non è Rigore assoluto ecc ecc. Ma lo sappiamo! In questo contesto Machiavelli e fuori luogo: del resto anche Machiavelli diceva che la Chiesa avrebbe corrotto anche la Svizzera... E aveva un certa idea della corruzione. Una democrazia matura ha una società civile che si fa sentire: deve avere dei corpi intermedi rispetto ai partiti. La rivoluzione porta invece ad assorbire le associzioni dentro i partiti, come era il vecchio PCI, di cui, evidentemente, Scalfati ha nostalgia.