domenica 3 agosto 2008
NANNI MORETTI
Nanni Moretti è un conservatore. Lo immagino la domenica comprare le paste con l'Unità sottobraccio. Ha bisogno di credere in un mondo costante, uguale a se stesso; ha bisogno di una Monteverde con il sole, con poche macchine la domenica, di una Roma bellissima da percorrere in vespa. Ha bisogno del suo pubblico provinciale, abituato a non assumersi alcuna responsabilità, proprio di nessun genere, ma a leggere i pistolotti di Scalfari e ascambiarli per cultura, e a gemere perchè mala tempora currunt. Quando diete vita i giorotondi un altro po' gli prende un colpo per l'eccesso compiuto. Non si è reso conto che l'Italia è cambiata. Come regista è finito. Come può continuare a presentarsi come il lenitore di ferite, "la voce dell'Italia razionale che pure c'è", dopo aver dimostrato di non poter vivere senza l'approvazine di quella classe dirigente con la quale non vinceremo mai? A Piazza Navona l'otto agosto ha sentito "qualcosa di sinistra" e c'è rimasto male. S'è scandalizzato. Il conservatore Moretti rappresenta un tipo particolare di conservatore, quello italico "de sinistra". Nato nella guerra fredda, convinto che il mondo sia effettivamente diviso tra comunisti e capitalisti, tra Unione societica e Stati Uniti. è essenzialemte una figura caricaturale. Quella stessa figura caricatura che rappresenta nei suoi film migliori. Poichè l'Europa non la conoscono, perchè esclusa dalla schema (resta la tara del riformismo guardato con odio dal comunista della via italiana al comunismo) non riescono a rendersi conto di essere dei provinciali. Se Moretti può aver avuto un qualche seguito in Francia, non lo avrà più. A parte, forse, un ruolo da regista da Terzo Mondo, nelle rassegne del caso. Addio splendido quarantenne.
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